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Il comune di Cameri appartiene a: Regione Piemonte - Provincia di Novara

Storia

Le Origini e l'Eta' Romana
Cameri ebbe origine quasi contemporaneamente a Novara, città fondata dai Liguri, primi abitatori dell'Italia Settentrionale. Questi antichi popoli calarono nella valle del Po verso il 1500 avanti Cristo.
Ai Liguri si sovrapposero i Vertecòmari o Còmari. Sarebbero questi ultimi a dare origine a Cameri (Còmari, Càmeri) secondo alcuni storici. Altri deriverebbero l'origine del nome del paese da Campo di Marte, dove Scipione si fermò nella battaglia contro Annibale (218 a.C.).

Il Rusconi fa derivare Cameri da "CAMpo RAudio" (CAMRA) come è nella pronuncia locale. Nei Campi Raudi C. Mario sbaragliò i Cimbri (100 a.C.). Guido Ferrari fa invece derivare il nome del paese da "Castra Marii" (accampamento di Mario), luogo da cui il comandante sarebbe partito per incontrare i Cimbri.
Può darsi invece che il nome abbia origini più modeste, forse "Ca' Marii", la casa di Mario, dove il termine casa indicava una costruzione di paglia, una capanna attorno alla quale sarebbe quindi sorto il paese e Mario sarebbe un soldato romano fermatosi in questi luoghi fertili e ricchi d'acqua.
Nel 89 a.C., Novara diventava colonia Romana e nel 42 a.C. "municipium" indipendente, con giurisdizione sull'Agro Novarese.

Senza legami stretti di servitù, favorita dalla fertilità del suolo e dall'industriosità degli abitanti la regione ebbe un periodo di pace fino al V secolo, quando l'Italia settentrionale venne invasa dalle genti germaniche.

L'Eta' Medievale: dal VII al XV Secolo
Nel 405 calarono le orde di Alarico poi di Radagasio seguite dagli Unni di Attila che saccheggiarono nel 452 Novara.
Nel 476, con la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, le terre vennero invase da Odoacre con i Goti e poi da Teodorico.
Nel 568 arrivò dalla Pannonia Alboino con una sterminata moltitudine di Gepidi, Bulgari e Longobardi. Questi ultimi furono padroni del Regno fino al 774 quando Carlo Magno con i Franchi sconfisse Desiderio nella piana di Mortara.

I Franchi divisero il Regno in "contadi" e "marche": dal Contado di Novara furono stralciati i contadi di Bulgaria e Pombia. Il contado di Bulgaria sembra sia passato nel 1167 sotto le dipendenze di Milano. In un documento del 19 luglio 912 Berengario I, su richiesta del vescovo di Pavia Giovanni e del conte e marchese Olderico, concesse a un certo conte Leone di costruire castelli in alcuni suoi possedimenti, tra cui Cammari e Bornago.

Morto Leone nel 914, sembra che i territori di Cameri e di Bornago siano passati al ramo dei Conti di Biandrate discendenti di Ugone ai tempi di re Arduino e rimasero a lungo sotto questa giurisdizione come indicato in un documento datato 1007. Furono inoltre confermati dal Barbarossa al conte Guido di Biandrate in un documento del 17 ottobre 1152 che sanciva i diritti del conte sui territori di Biandrate, Guilengo, Cameri, Ceredo, Cavalliano, Bellinzago, Oleggio e Mezzomerico.

I quel periodo Cameri, come altri paesi nelle vicinanze di Novara, inizio a schierarsi con il Comune di Novara, nominando propri consoli, nelle lotte fra i Comuni e l'Imperatore ed entrò in guerra contro i Milanesi. Il 28 luglio 1358 Galeazzo Visconti, entrato vittorioso a Novara fece distruggere i castelli non fedeli fra cui quello di Cameri.
Nel 1441, con l'invasione del Novarese, Cameri divenne un feudo degli Sforza.

Il Cinquecento
Nel 1512 i Francesi, che avevano invasi il Ducato di Milano, furono costretti a ritirarsi ed i territori passarono sotto Massimilano Sforza figlio di Ludovico il Moro. Nel 1515 i Francesi guidati da Francesco I ripresero i territori ma nel 1521 furono sconfitti ancora ed il Ducato di Milano passò a Francesco Sforza II.
Nel 1535, morto Francesco Sforza II, il Ducato passò a Carlo V che abdicò nel 1540 a favore di Filippo II di Spagna. Iniziò così la dominazione spagnola che gravò sulla Lombardia e sul Novarese per quasi due secoli.

Il Settecento
La pace di Rastad, firmata nel 1714, sancì il passaggio delle terre novaresi all'Austria facendo così terminare centosettantotto anni di pessimo governo spagnolo. Con i trattati di Vienna del 1738 ed Aquisgrana del 1748 tutto il territorio Novarese passò al Re di Sardegna ed il fiume Ticino segnò il confine tra il Piemonte ed il dominio austriaco che comprendeva il Lombardo Veneto.

L'Ottocento e il Novecento
Le Guerre d'Indipendenza toccarono solo marginalmente la comunità camerese, isolata dalle grandi vie di comunicazione.
L'inizio del nuovo secolo vide Cameri non più paese prettamente agricolo ma luogo di insediamenti industriali specialmente nel settore tessile. Nella prima metà del Novecento sorse sul territorio un campo d'aviazione che nel 1940, con l'entrata in guerra, diventò base operativa.

Oggi Cameri è un paese industrializzato con 200 aziende manifatturiere che operano nel settore tessile, meccanico, abbigliamento, costruzione di mezzi di trasporto e 161 esercizi commerciali.