Cos'è
Un omaggio a un pezzo di storia della canzone d’autore italiana: venerdì 30 ottobre Cameri ricorda e rende omaggio a Francesco Guccini grazie al concerto “Fra la via Emilia e Noialtri”, alle ore 21 in Sala Polivalente, con introduzione del giornalista, critico musicale e conduttore radiofonico Riccardo Bertoncelli, storico amico di Guccini, accompagnato da Federica Mingozzi. Una serata a ingresso libero organizzata dall’Assessorato alla Cultura e Biblioteca civica del Comune di Cameri.
Sul palco della Sala Polivalente saliranno Luca Borin (voce e chitarra), Massimo Erbetta (basso), Andrea Lentullo (tastiere), Daniele Radaelli (chitarra) e Glauco Guala (batteria), reinterpretando “Fra la Via Emilia e il West”, doppio album dal vivo di Francesco Guccini pubblicato all’apice della sua carriera.
Estate 1984. Dopo i capolavori degli anni ’70 (“Radici”, “Via Paolo Fabbri 43”, “Metropolis” e altri), Guccini porta sul palco Bandini, Tavolazzi, Marangolo, Tempera e Biondini – i musicisti che lo seguiranno negli anni a venire – per un tour storico, intitolato “Fra la Via Emilia e il West”. Il disco che ne deriva è, ancora oggi, il suo album più venduto e molti ne hanno “consumato la cassetta”. A 40 anni dalla sua uscita, Luca Borin, Massimo Erbetta, Andrea Lentullo, Daniele Radaelli e Glauco Guala, fra coloro che consumarono la famosa cassetta, reinterpretano l’intero disco.
I musicisti:
Luca Borin (Voce e chitarra), cantante e autore, suona da anni in vari progetti cover e inediti – Le Mondane, Colleoni, Whiskey Facile, Gaberscik, Faber 70-73.
Daniele Radaelli (Chitarra), suona chitarra, banjo, mandolino e ukulele – Le Mondane, Lucky Peppers, Bellleville Stompers, Whiskey Facile.
Massimo Erbetta (Basso), bassista di impronta jazz – Le Mondane, Belleville Stompers, So What, Whiskey Facile.
Andrea Lentullo (Tastiere), tastierista e fisarmonicista – Folkamiseria, Fabrizio Prando.
Glauco Guala (Batteria), batterista di impronta folk Irlandese. Bards From Yesterday, Celtic Flag.
L’amicizia tra Francesco Guccini e Riccardo Bertoncelli: nel gennaio 1975 il critico musicale Riccardo Bertoncelli scrisse una severa recensione sul mensile Gong a proposito dell’album “Stanze di vita quotidiana” di Guccini, scrivendo tra l’altro che il cantautore “non aveva più niente da dire”. Guccini replicò senza mediazioni in “L’avvelenata”, con un verso rimasto celebre: “Tanto ci sarà sempre, lo sapete/ Un musico fallito, un pio, un teorete/ Un Bertoncelli, un prete a sparare cazzate”. Appreso di essere stato citato, e in questi termini, Bertoncelli incontrò Guccini di persona nella casa bolognese del cantautore. L’esito fu opposto a quello che ci si potrebbe aspettare dal primo, storico “dissing” della musica italiana: “Non solo ci siamo parlati, ma è nata una amicizia durata cinquant’anni”, racconta ancora oggi il critico musicale novarese.